Intervista a Daniele Capoferri

Si conclude il 2017 e con lui anche le interviste. Questo mese ho il piacere di avere come ospite un altro grande amico: Daniele Capoferri.

1- Ciao Daniele e grazie mille per il tuo tempo e la tua disponibilità. Io ti conosco ma alcuni dei miei lettori no, quindi inizierei con: Chi è Daniele Capoferri?

Nasco come Grafico, ho studiato Arti Grafiche presso l’Istituto Salesiano San Marco di Mestre. Ancora oggi sono nel settore delle Arti Grafiche, anche se è un mondo completamente diverso da come l’ho studiato nei lontani anni ’90; c’è stata la rivoluzione digitale che ha cambiato le carte in tavola.

2 – Hai iniziato a lavorare nel settore tipografico e poi ti sei spostato verso il Web Design. Come mai questo cambio di rotta?

Ho iniziato ad usare il web quando ancora c’erano i modem a 56k con il loro suono inconfondibile ma che a me piaceva tanto.

 Per un po’ di anni sono stato un semplice utente, bazzicando sui forum e ho visto nascere i primi social network, e le chat, il mio profilo l’ho aperto su My Space, le chat con ICQ e MSN, gli mp3 scaricati con Napster, etc..

È così il web è diventata una passione che ho fatto diventare un lavoro. Lo è diventato anche per necessità in quanto i clienti oltre alla grafica da usare nel cartaceo hanno iniziato a capire che il web era un tassello fondamentale per farsi trovare, quindi necessitavano di un sito web; non potevo dire di no così mi sono messo a studiare e ho applicato tutto quello che ho appreso, non senza errori e brutte figure.

Questo mi ha spinto a fare di più e meglio, filosofia che ho ancora oggi. Ogni errore non deve essere motivo di scoraggiamento ma deve essere un incentivo a capire dove si è sbagliato, individuare l’errore e mettersi al lavoro per rimediare e non commetterlo più.

3 – Parecchi tuoi colleghi utilizzano molto i social network, sopratutto Instagram, per la loro autopromozione. Utilizzi anche tu questa strategia? Come mai?

Certo anche io uso i social network principalmente Facebook, Instagram e LinkedIn.

Anche se non li uso molto per fare personal branding, principalmente li uso in modo privato anche se, soprattutto, su Facebook e LinkedIn molto spesso condivido articoli del mio settore (Grafica e Web); non ho una pagina dedicata per questioni di tempo, anche se per il 2018 l’obiettivo è proprio aprire una pagina tutta mia su Facebook e un blog dove parlare di Web e Grafica.

4 – Quali sono i punti chiave per la progettazione di un buon portale web?

Tutto parte dalla scelta del nome dominio e delle parole chiave per cui si vuole essere posizionati. Io inizio proprio da questo quando ho in mano un nuovo progetto, partendo da un dominio volendo anche “Exact Match”, cioè che contiene la keyword esatta con la quale si desidera posizionarsi, però, a determinate condizioni.

Qui ci sono diversi punti di vista a riguardo, è un discorso lungo ma cerco di farla breve.
Un tempo questo aiutava molto il posizionamento, poi Google ha cambiato le carte in tavola e non conta più come prima anche se ancora oggi una mano ce la può dare. Quindi, se usi un dominio con il nome della tua attività/brand, questo non è un problema.

In ogni caso evita i trattini di unione nel dominio, creano confusione, sono difficili da memorizzare e sono anche questi usati spesso dagli spammer con tutte le conseguenze del caso.

Per la scelta dell’estensione, evita i .biz, .tv, .co etc…sono spesso usati da siti spammer e rischi di essere penalizzato dai motori di ricerca, anche se personalmente punto di più sulla struttura del sito che gira attorno alle Keyword e ai contenuti del sito stesso. Se proprio dovessi scegliere su cosa puntare in fase di progettazione direi questi fattori:

• Scelta delle parole chiave
Il primo fattore quando si progetta un sito è la scelta delle parole chiave.
Le keyword sono le frasi che gli utenti cercano sui motori di ricerca, queste vanno implementate nel sito altrimenti non si riesce a catturare il traffico delle persone interessate ai nostri contenuti e/o prodotti.

• Il contenuto e strategia
I contenuti sono fondamentali perché influiscono sulla percezione del pubblico e dei motori di ricerca, infatti ogni contenuto ha uno scopo con cui possiamo:

1) Divertire attraverso dei video virali, quiz, contest.
2) Ispirare attraverso dei testimonial, riportare le proprie referenze o avere una newsletter.
3) Educare o informare attraverso le infografiche, spiegando la storia e mission dell’azienda, o di noi stessi, scrivere delle guide che riguardino il proprio mercato.
4) Convincere attraverso dei testimonial, con delle landing page magari accompagnate ad una campagna social o google, assistenza online attraverso la chat (facebook messenger diventerà sempre più importante per informare o rispondere ai clienti).

Dovrebbero essere presenti tutte e 4 le caratteristiche sapendole mischiare sapientemente. Questo ci serve anche per costruire una strategia.

5 – Spesso parliamo di usabilità, concetto sconosciuto per i nostri clienti. Perché, secondo te, il cliente si sofferma sempre solo sul lato grafico del lavoro senza analizzare anche il lato funzionale del progetto?

L’usabilità è fondamentale, io quando progetto un sito web uso un’ossatura a scompartimenti dividendo il sito in categorie e sotto categorie ben distinte tra loro e che siano facilmente raggiungibili dall’utente senza farlo diventare matto. Gli americani usano dire “Don’t make things”, che in parole povere signica che l’utente debba raggiungere qualsiasi punto del sito in 2 click al massimo.
Prediamo esempio dai portali più grossi (Amazon su tutti).

6 – Tempo fa ho messo a confronto una realtà commerciale locale, con un ecommerce. Secondo te, le vendite online, posso aiutare le attività local?

Certo che gli E-commerce possono aiutare le realtà locali. In primis perché possono farsi conoscere anche da chi, pur essendo della zona dove si opera, ancora non ha scoperto la nostra attività e poi, con un E-commerce, si possono pure cercare nuove nicchie di mercato.

Ormai viviamo in una società globalizzata dove il cliente della bottega di Porcia (ridente località dove vivo io in provincia di Pordenone) può essere anche il signor Jonh che vive nel Colorado ma ama la cucina italiana, e/o i prodotti tipici della zona in cui è stato in vacanza, e magari vuole comprarli anche non essendo fisicamente sul posto, con l’intento poi di farli conoscere ai suoi amici che a loro volta probabilmente li acquisteranno tramite l’E-commerce.

7 – Come vedi il mondo grafico nei prossimi 10 anni?

Non so cosa accadrà nei prossimi 10 anni sinceramente ma credo che il visual sarà sempre più importante soprattuto nel web.

Grafica e rete infatti hanno un forte legame. Oggi, nel momento in cui si progetta ad esempio un logo, bisogna tenere a mente anche la sua applicazione nel web, che è diversa dal suo uso sui tradizionali supporti cartacei, quindi credo che la grafica da usare sarà sempre più minimal.

Ad sempio, oggi, bisogna lavorare anche per le grafiche da usare sui social , dove bisogna saper essere riconoscibili e farsi notare dagli utenti nel giro di qualche secondo mentre l’utente scorre con lo smartphone la timeline dei social network; cosa sempre più difficile visto le quantità di post e contenuti creativi che vediamo ogni giorno.

Probabilmente chi fa grafica dovrà aver a che fare con i loghi in movimento una sorta di grafica vivente. Ci sono esperimenti di famosi brand che hanno iniziato ad usare le animazioni, anche delle semplici Gif penso a Pepsi, Skittles o Starbucks, tenere d’occhio le applicazioni grafiche per la realtà virtuale, il collage delle immagini il tagliare delle immagini diverse tra loro e/o con contesti opposti, combinarle assieme per creare qualcosa di inaspettato e diverso.

Intanto Pantone ha rilasciato il colore dell’anno: Ultra Violet.

8 – Eccoci alla fine. Ti va di darci qualche pratico consiglio per migliorare graficamente i nostri portali Web?

Se parliamo di layout lo stile deve essere pulito e ordinato (tutto parte dalla progettazione della struttura) poche animazioni e per quanto possibile evitare gli slideshow. I colori meglio se si rifanno ai colori ufficiali del brand in ogni caso non usare più di 3 colori.

Oltre al layout le cose fondamentali per migliorare un sito sono a mio avviso:

  • Un buon hosting (evitare quelli troppo economici)
  • La velocità di caricamento del sito e delle pagine (non oltre 3/5 secondi)
  • Essere originali nei contenuti (non copiare da altri siti)
  • Evitare flash come la peste (sempre meglio ricordarlo anche se lo sanno tutti ormai)
  • Aver cura del Title delle pagine
  • Impaginazione dei testi corretta (diversa da quella cartacea, dividere in paragrafi, usare il grassetto,
  • Inserire le parole chiave, gli H1, H2 etc in modo corretto)
  • Un testo/contenuto di almeno 500 caratteri
  • Link (interni ed esterni)
  • Cura dell’area “abow the flow”, ovvero l’area visibile dello schermo quando atterri su una pagina di un sito senza usare lo scorrimento del mouse. Quest’area è fondamentale poiché hai circa 5 secondi per far sì che l’utente decida di restare sul tuo sito o abbandonarlo. Cerca quindi di catturare subito l’attenzione dell’utente in questo spazio, senza ovviamente sovra affollarlo di informazioni.

Bene Daniele, ancora grazie mille per il tuo tempo e disponibilità.

Puoi rimanere in contatto con lui tramite il suo Sito Web, Facebook o LinkedIn.