Intervista a Roberto Gerosa

Nuovo mese, nuovo ospite.

Oggi tocca a un altro amico “digital”: Roberto Gerosa di SocialDaily. Lui è stato tra i primi esperti digitali con i quali sono entrato in contatto e da “colleghi social” siamo diventati amici, per questo ho deciso di ospitarlo su OPCommunication e presentarlo anche a chi, ancora, non lo conosce.

1 – Ciao Roberto e grazie mille per il tuo tempo e la tua disponibilità. Io ti conosco ma alcuni dei miei lettori no, quindi inizierei con: Chi è Roberto Gerosa e cos’è SocialDaily?

Sono uno “splendido” 44enne (come puoi vedere molto modesto), affascinato fino al midollo dalla comunicazione digitale e dai Social Media in particolare.

Quando ho creato SocialDaily ho pensato a un brand che raccontasse quotidianamente il fenomeno dei Social Media dal mio punto di vista. Non solo sul blog, ma anche sulla pagina Facebook, Twitter e LinkedIn.

Non avevo fissato un obiettivo particolare, non avevo chissà quali pretese. A parte 3-4 post, non domino le ricerche di Google come il grande Aranzulla. Però è la mia “creaturina” e mi ha dato tante soddisfazioni; mi ha permesso di fare networking con te e con tanti altri bravissimi “colleghi” esperti di comunicazione.

E non dimentico mai che è stato utilissimo per il mio lavoro, grazie a SocialDaily, infatti, sono entrato in contatto con professionisti e aziende al di fuori della “socialsfera”.

2 – Come mai hai deciso di lavorare nel mondo dei Social Media?

In realtà da piccolo avrei voluto fare il giornalista, sportivo in particolare. Poi la mia vita lavorativa prese diverse strade, poco coerenti tra loro, alla ricerca di una professione che mi permettesse di realizzarmi (soprattutto economicamente).

Con l’avvento di Internet mi innamorai subito dei blog, ai miei tempi si chiamavano anche weblog, a tal punto da dedicargli la mia tesi di laurea in Scienze Politiche. Quando, dal 2006 in poi, iniziarono ad affermarsi i Social Media, decisi di iniziare a fare sul serio e di mettermi in proprio.

3 – Da dove nasce la tua passione verso i blog? 

Ricordo che all’epoca, ti parlo degli anni a cavallo tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000, lavoravo come guida e custode per un museo della provincia di Lecco. Era il classico lavoro per potermi mantenere l’università.

Tra una visita e l’altra utilizzavo il pc del Museo per collegarmi a Internet e aggiornare il mio blog personale (che scroccone, spero che non leggano questa intervista i responsabili attuali del museo).

Trovavo affascinante l’idea di poter raccontare e condividere in un blog le proprie passioni, le proprie esperienze, il proprio angolo di realtà. Altrettanto affascinante era commentare i post di altri blogger, anche di autori oltreoceano. Quello che oggi diamo per scontato, all’epoca era sconvolgente!

4 – Molte aziende del nostro Paese non capiscono l’importanza della loro presenza sui Social Network. Secondo te, perché? 

Ultimamente sto riscontrando questa amara realtà. Le aziende in buona salute e che hanno un bel giro d’affari, sostengono di avere successo senza necessariamente investire nel marketing online.

Le aziende in difficoltà cercano di risollevarsi con i social network investendo poco oppure, peggio ancora, fingendo di comprendere le dinamiche social e del digital marketing.

Leggo diverse proposte di lavoro con un pagamento in base ai risultati (tradotto: o mi fai vendere sul web oppure non ti pago). Non ci siamo.

5 – Google Plus. Secondo te come mai non è mai partito come gli altri suoi concorrenti?

Come saprai pochi anni fa il web pullulava di pseudo guru di Google Plus. Ricordo che per poco, nel 2014, buttai tanti soldi in un corso illuminante sulle potenzialità di G+.
Potenzialità, ecco perché non si è mai imposto.

Capisco le potenzialità delle cerchie, delle community, del grassetto nel testo inserendo gli asterischi prima di una parola (funzione che vorrei tanto in Facebook peraltro), ma alla fine è stato creato un social potenzialmente cervellotico, privo di personalità e per nulla accattivante.

6 – Apocalisse Digital, puoi tenere solo 1 social network. Quale e perché?

Ti rispondo con un tweet.

Se potessi usare solo 1 social network? Twitter! 140 caratteri di comunicazione pura ed efficace. Condividi il Tweet

Ti ho risposto senza esitare. Perché Twitter è il social più vicino al mio modo di usare Internet, al mio modo di comunicare e di scrivere. 140 caratteri, sintetico, senza tanti fronzoli.
Lo trovo irresistibile.

7 – Secondo te quali settori potrebbero funzionare meglio nel mondo social ma che ancora non sono ben presenti?

Proprio quei settori dai quali l’Italia può ripartire: la piccola e media impresa italiana, il turismo (compreso quello culturale e delle città d’arte) e la green economy.

8 – Eccoci alla fine. Ti va di darci qualche consiglio pratico per migliorare le nostre Fan Page su Facebook?

2 consigli al volo!
Invece di caricare millemila foto tutte in un colpo, ho notato personalmente che i collage “rendono” meglio.
Sarà che le adoro, pertanto il mio giudizio è di parte, ma le foto a 360 gradi sono quasi sempre un successo.

Ancora grazie mille Dott. Gerosa 😉

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