Alessandro Scuratti – Comunicare sul Web

Oggi inauguro una nuova sezione del Blog, dedicata alle interviste, e voglio iniziare con un collega, ma sopratutto caro amico: ALESSANDRO SCURATTI di Comunicare sul Web.

1- Ciao Alessandro e grazie mille per il tuo tempo e la tua disponibilità. Io ti conosco, ma alcuni dei miei lettori no. Quindi inizierei con: chi è Alessandro Scuratti e che cos’è Comunicare sul Web?

Ciao Oreste e grazie dello spazio che mi concedi. Un saluto anche ai tuoi lettori.

Chi sono? Sono un consulente di Content Marketing, e nello specifico mi rivolgo alle PMI. In pratica: aiuto le aziende a essere efficaci nella loro comunicazione online. Le aiuto a trovare più clienti, per vendere e fatturare di più. Lo faccio individuando per loro la giusta strategia di contenuti.

Mi occupo anche di tattiche e tecniche di comunicazione: se c’è da scrivere direttamente qualcosa lo faccio.

Comunicare sul Web è il mio blog personale, ma è più giusto chiamarlo il mio blog aziendale. Nel blog metto in pratica tutto quello che poi faccio per i miei clienti.
Sono felice dei risultati raggiunti dal blog: fa oltre un milione di visitatori unici ogni anno.

2- Come mai hai deciso di lavorare nel mondo della comunicazione online?



Per vocazione. Mi è sempre piaciuto leggere e scrivere.

A un certo punto, ho soffocato questa mia inclinazione umanistica a favore di una formazione tecnica: ho fatto il liceo scientifico e poi ingegneria elettronica. Ma ho imparato che, se hai un’autentica vocazione per qualcosa, quel qualcosa prima o poi torna a bussare alla tua porta. Per la serie: tu puoi anche buttare fuori dalla porta la tua vocazione, ma lei troverà il modo di rientrare dalla finestra.

È stato così anche per me: dopo anni di studi scientifici, ho preso un diploma da redattore e ho iniziato a lavorare nella comunicazione.

Comunque non sono pentito del tempo perso, anzi. Gli studi scientifici mi hanno insegnato un sacco di cose, che oggi metto a disposizione dell’Alessandro comunicatore. Insomma: ho due anime, che sono riuscito a fondere con profitto.

3- Eri dipendente di un’azienda, con un buon lavoro. Che cosa ti ha spinto a mollare tutto e fare il passo del freelance?



Ho avuto la crisi dei quarant’anni! Sì, proprio così, non esagero mettendola su questo piano. Quando ho preso la decisione di diventare freelance, lavoravo già da una quindicina d’anni come dipendente. Le cose andavano bene, però sentivo la necessità di essere più libero. Soprattutto, sentivo l’esigenza di creare qualcosa di mio. Avevo la volontà di percorrere una strada personale. E così mi sono licenziato.

Voglio però precisare una cosa. Come nei certi programmi televisivi, adesso bisognerebbe mandare una scritta in sovraimpressione: “Non fatelo a casa!”.

Mollare tutto a quarantuno anni, come ho fatto io, è pericoloso. Perché si ripartire daccapo, senza avere più vent’anni. Per fare un passo così lungo bisogna avere talento nel proprio mestiere, molto coraggio e un contesto favorevole.

Nel mio caso c’erano tutte e tre le condizioni: padroneggiavo il mio lavoro, ero sempre stato uno che non ha paura di cambiare e non avevo famiglia o debiti.

Quindi, in un certo senso, buttarmi tra i freelance è stato piuttosto semplice.
Ma nessuno creda che lasciare il posto fisso per l’incertezza della vita da consulente sia facile. Occorre un vero e proprio cambio di mentalità. E parecchio spirito imprenditoriale. Abbandonare il certo per l’incerto non è per tutti. Soprattutto dopo i quarant’anni.

4- Molto spesso parliamo di contenuti di qualità. Che cos’è un contenuto di qualità?

È un contenuto pertinente per uno specifico target e che viene percepito come un contenuto di valore da quel target. In pratica: un contenuto di qualità risolve un problema specifico a un target altrettanto specifico. La qualità è insomma specificità unita a un alto valore percepito.

5- Spesso, su alcuni blog, si legge che la SEO è morta. So che anche tu, come me, non sei d’accordo con questa affermazione. Perché la SEO è importante per i siti web?

La SEO è tutt’altro che morta, direi anzi che gode di ottima salute. Al limite, la SEO fa come l’energia: si trasforma – perché gli algoritmi dei motori di ricerca cambiano nel tempo -, ma non si distrugge.

La SEO è fondamentale per qualsiasi progetto web, perché gli dà visibilità sui motori di ricerca. Se i contenuti del tuo sito, blog o e-commerce sono SEO ottimizzati, i tuoi potenziali clienti hanno più possibilità di trovarli su Google.

Questo ti consente di intercettare i tuoi potenziali clienti mentre sono in fase di ricerca. Cioè: intercetti il tuo target proprio nel momento in cui ha un preciso bisogno e lo ha espresso. Si tratta di qualcosa di potentissimo per un business!

6- Sei un docente di Content Marketing anche per Assolombarda Confindustria. Perché, secondo te, solo pochissime aziende ne capiscono il valore del Content Marketing?

In primo luogo, le aziende italiane sono cronicamente in ritardo nello sfruttare il web.

Un’indagine di Unioncamere di circa un anno fa mostrava che il 40% degli imprenditori italiani non sa che farsene di Internet, come la chiamano loro. Il 20% ha invece capito che gli può essere utile, ma non si lancia.

Solo il 40% delle imprese nostrane è online, ma attenzione: il più delle volte hanno una paginetta o al massimo un banale sito vetrina. Insomma: c’è ancora tutto da fare!
Ma la colpa è anche di noi operatori di digital marketing.

Quelli davvero bravi sono solo una parte. Tanti – troppi – sono marketer improvvisati. Questo fa sì che, se un imprenditore si rivolge al consulente o all’agenzia sbagliata, ne rimanga scottato.

Con il successivo rischio di rinunciare a sfruttare il web, perché “tanto non funziona”. E invece il web funziona, eccome se funziona. Solo che, come succede in tutti i settori, devi affidarti ai veri professionisti.

7- Navigando sul web si trovano ancora troppi siti web con contenuti scarsissimi. Ti va di darci qualche rapido consiglio per migliorarli?

Scarsi in qualità e in quantità, aggiungerei.
Come migliorarli? Per quanto concerne la qualità, è sempre obbligatorio focalizzarsi sul proprio target.

Prima di scrivere anche una sola parola, poniti queste domande: per chi sto scrivendo? Qual è l’identikit del mio potenziale cliente? Che bisogni ha?
Se sei focalizzato sul destinatario del tuo messaggio, sei più efficace: la tua qualità si alza necessariamente.

Per quanto concerne invece la quantità, c’è poco da dire: i contenuti lunghi cento, duecento o trecento parole servono a poco o a niente. Google nemmeno se li fila. D’altro canto, i lettori del web hanno la chiara percezione che, se uno ha scritto un bel po’, è più autorevole di chi ha scritto giusto due righe.

8- Eccoci alla fine. Che consiglio daresti a chi vuole aprire un nuovo blog, oggi, dove esistono piattaforme per qualsiasi tipo, o quasi, di argomento?

Partirei da qui: perché vuoi aprire un blog? Per monetizzare?

Sarà dura: i blogger italiani che vivono di blogging sono pochissimi. Più facile che il blog diventi la vetrina di te stesso e delle tue capacità lavorative.

Mi spiego meglio.

Per esempio, se io fossi uno studente universitario, aprirei un blog di corsa. Ci pubblicherei almeno un post a settimana, su argomenti connessi al mio percorso di studi e al lavoro che farò. Dopo 3-4-5 anni, mi ritroverei con un blog che ha centinaia di post.

Te l’assicuro: le aziende prenderebbero in seria considerazione un neolaureato che ha dimostrato tanta passione, costanza, impegno.
Vale lo stesso per le aziende.

Se sei un imprenditore o un direttore marketing e stai valutando di aprire un blog aziendale per la tua società, non esitare. Un blog è lo strumento ideale per differenziarti dalla concorrenza, avere visibilità, intercettare i tuoi potenziali clienti e convertirli in clienti paganti. Come diceva quello slogan pubblicitario? Ah, sì: che vuoi di più dalla vita?

Ringrazio ancora tantissimo Alessandro per la sua disponibilità e per i preziosi consigli, e chiarimenti, che ci ha dato.

Se vuoi, puoi seguirlo sul suo blog “Comunicare sul Web“, su Facebook, o LinkedIn.

Ciao!