Azienda che vai, cugino che trovi

Hai perso un lavoro per colpa di un cugino? Benvenuto nel club!

Tutti noi, liberi professionisti, abbiamo perso e continueremo a perdere opportunità lavorative per colpa del fantomatico cugino, amico, cognato e qualsiasi altra forma di parentela che possa esistere, che eseguirà, in modo pessimo, un progetto in cambio di birra e panino.

L’ignoranza digitale, oggi, è una colpa ma purtroppo è ovunque. Abbiamo ogni tipo di strumento per poter aprire gli occhi e reperire, sopratutto dalla rete, tutte le informazioni necessarie per istruirci e imparare ciò che non conosciamo.

Però, come possiamo constatare giornalmente, internet sta facendo involvere gli utenti, piuttosto che farli evolvere. Il problema più grosso rilevato in rete è quello dell’automedicazione; una volta se stavi male, andavi dal tuo medico di base il quale ti prescriveva analisi specifiche, nel caso in cui neanche lui riusciva a capire il tuo malessere e, in questo modo, avevamo una diagnosi sicura e mirata.

Oggi invece no, hai mal di testa, digiti su Google “mal di testa cause” e puoi riuscire a convincerti che un insetto abbia depositato delle uova nel tuo cervello.

Internet non è il male, come tanti utenti sostengono, internet è utilizzato male. Non abbiamo la cultura digitale per poterlo utilizzare. Come per poter guidare serve una patente, lo stesso criterio dovrebbe essere adottato per l’educazione digitale.

Corsi di informazione per avere accesso a una piattaforma potentissima. Così, forse, avremmo la possibilità di trovare meno debosciati in rete che abboccano al titolo di un articolo “bufala” e lo condividono senza neanche aprirlo.

Dove oggi riconosciamo attività come il muratore, il meccanico l’idraulico, l’elettricista, e così via, non riesco ancora capire perché troppe aziende, sopratutto le più piccole, non riconoscano le attività digitali come lavori.

Almeno una volta a settimana sono costretto a spiegare di cosa mi occupo e vi assicuro che non è semplice. Finalmente mamma e papà hanno capito cosa faccio per vivere; nonna non ha capito ma fa niente.

Una volta, mentre mi allenavo, un imprenditore della mia zona mi chiese di cosa mi occupo. Gli spiegai il tutto e mi chiese di organizzare un appuntamento nella sua azienda per poter instaurare insieme un piano di marketing mirato con creazione e del proprio Blog Aziendale e gestione dei profili social dell’attività.

Naturalmente accettai e ben contento iniziai a documentarmi sull’azienda in questione. Il giorno dopo, sempre in palestra, ritrovai l’imprenditore il quale mi diede conferma di giorno e ora per l’appuntamento. Subito dopo mi disse la frase: “Ascolta, in riunione ci sarà anche mio figlio, ha 12 anni ed è bravo su YouTube

Dopo aver contato fino 1000, chiesi più chiarimenti in merito e il tizio voleva che io mi interfacciassi con suo figlio per la parte social, al che lo mandai gentilmente a cagare e rifiutai incontro e lavoro.

Stessa cosa capita quotidianamente a chi come me fa questo lavoro per vivere. In ogni azienda c’è un cugino che già segue i social o si occupa di web marketing. Il cugino è gratuito e lo fa per passione e ha delle ottime competenze lavorative in ambito di distruzione della tua immagine online.

Purtroppo però, come nelle fiabe per i nostri bimbi alimentiamo il mito degli unicorni, in rete i cialtroni del web alimentano il mito dei cugini.

Lavorare nel mondo digital non è assolutamente semplice ma le persone realmente preparate sono coloro che lavorano in silenzio e non quelli che perdono tempo in rete con centinaia di interviste, video idioti dove spiegano le “X regole per” o si inventano eventi che costano fior di euro per parlare di aria fritta.

Con questo sistema loro riempiono i portafogli e chi non capisce nulla di digital continua a rimanere ignorante in materia e recepisce che anche suo cugino può fare quel tipo di lavoro; tanto serve solo saper stare su Facebook.

Ecco perché gran parte dei miei colleghi, molto preparati in materia, fattura un terzo che di quello che potrebbe realmente incassare. Perché grazie ai guru-cialtroni del web, che non hanno voglia di lavorare, formano cugini e parenti si che improvvisano marketer con i loro eventi e webinar gratuiti.

Ora, caro lettore, se sei un’azienda ti invito ad ascoltare i marketer che busseranno alla tua porta e a valutare attentamente le loro proposte. Se non sei convinto, non scartarli a priori, dagli una possibilità e chiedi loro un eventuale articolo di prova o un esempio di calendario di pubblicazione che ha già gestito. Così ti farai un’idea reale della persona e se è, o meno, capace.

Se invece sei un marketer, o aspirante tale, e sei stufo marcio di perdere lavori per colpa del cugino, cerca di ascoltare al massimo il tuo potenziale cliente cercando di capire al massimo le sue esigenze. Arriva da lui preparato su cosa fa la sua attività, con magari degli esempi da mostrargli o un paio di contenuti creati appositamente per lui.

Se sei in gamba apprezzerà il tuo lavoro e, se realmente interessato, probabilmente non farà più lavorare il cugino ma te.

E tu cosa pensi dei cugini? Scrivilo nei commenti.

Ciao!