Che lavoro fai?

Credevo fosse difficile spiegarlo solo a Mamma e Papà ma col passare dei mesi mi sono reso conte che per un sacco di gente è difficile capire che non sto a casa, o in ufficio, a cazzeggiare su facebook, o twitter, dispensando consigli di vita vissuta.

Poi, grazie a nonna che il giorno di Natale dandomi la “busta” dice: “Eh prendi che ti servono, visto che non lavori.” – ho pensato che finito il pranzo, dovevo scrivere questo post. Beh, quindi è stato scritto il 27, per ovvie ragioni logistiche.

NONNA MA IO LAVORO UN SACCO!

Purtroppo, in Italia, non è ben chiaro il concetto di Libero Professionista, figuriamoci poi se lavori nel mondo digitale. Altro concetto non chiaro per il nostro bel Paese è il poter lavorare da casa.

Se non sei un impiegato, o non lavori in fabbrica, e non ti lamenti costantemente di quanto faccia schifo il tuo lavoro, non lavori.

Se non vai in un ufficio con i mezzi o in auto imbottigliandoti nel traffico delle tangenziali, non lavori.

Molte persone faticano a capire questo nuovo modo di lavorare, altri credo siano solo invidiosi. Io, quando lavoravo come dipendente e mi capitava di poter lavorare da casa, ero molto più produttivo.

Innanzitutto non avevo 2 ore da trascorrere in auto, tra andata e ritorno, per raggiungere la sede di lavoro e dover tornare a casa, che quindi investivo lavorando, e poi non avevo tutti i tempi morti che ci sono in ufficio come: pausa caffè e chiacchiere, sigaretta con il collega, altra sigaretta con altro collega, pausa pranzo di un’ora e mezza spesso inutile.

Quindi, facendo i conti, andando ad analizzare solo le tratte casa/ufficio e l’ottimizzazione delle pause, lavoravo quasi 3 ore in più. Poi, se a un titolare d’azienda questo fa schifo, è un problema suo.

Spesso capita che questi manager, o titolari, abbiano il bisogno maniacale di dover controllare i propri dipendenti ma sono proprio questo tipo di aziende che non hanno elasticità mentale che sono prossime al collasso.

Ora, dopo questo lungo incipit, vediamo di spiegare in modo semplice che lavoro faccio, o svolge una figura come la mia.

Ogni volta che qualcuno mi chiede: “Che lavoro fai?”, io rispondo:

“Lavoro nel mondo del web marketing, aiuto le aziende a promuoversi attraverso i social network e cerco di aiutarle ad affermare la loro presenza sul web andando a creare, e gestire, i contenuti dei loro siti internet o blog aziendali.”

Le reazioni, solitamente, sono 2, anzi 3.

La prima è: il silenzio.

La seconda è: “Ah ma quindi non fai un cazzo. Sei su facebook tutto il giorno a condividere cose.”

La terza: “Ah, crei i siti internet delle aziende. Sei un programmatore. Che codice usi per programmare? Alle elementari ho fatto anche io un corso di computer dove mi insegnavano ad accenderlo ma poi ho rotto il porta bicchiere che usciva toccando un pulsante e allora ho lasciato perdere.”

Apprezzo mille volte la prima reazione.

Occuparsi di Web Marketing non è cazzeggiare su Facebook e non è programmare pagine di codici per la creazione di siti web.

Hai presente le pubblicità che vedi in Tv, o senti in radio mentre vai nel tuo triste ufficio? Ecco, io faccio la stessa identica cosa, per le aziende, ma attraverso i canali mediatici della rete, ovvero i Social Network, e i blog aziendali.

Io, e altri miei colleghi, siamo quelle figure che studiamo come promuovere al meglio su Facebook, Twitter, Instagram o YouTube, l’azienda che tu reputi triste ogni giorno.

Hai presente quei post che vedi mentre sei in pausa e “cazzeggi” su Facebook che promuovono le serate del tuo locale preferito? Ecco, dietro a quel post c’è il lavoro mio e di altri Social Media Manager.

E no, non è una figata pazzesca perché stiamo su Facebook:

– Studiamo il target del nostro cliente;
– Impostiamo degli obbiettivi;
– Analizziamo le Insight per monitorare il traffico degli utenti;
– Creiamo un calendario editoriale;
– Produciamo dei contenuti;
– Diventiamo la voce del cliente sul Social Network;
– Creiamo e gestiamo campagne ADS;

Il nostro lavoro non si limita a invitare a “Mettere MI PIACE” agli utenti e condividere un gattino ogni tanto sulla bacheca della pagina.

I Blog Aziendali

Scrivere, credo si sia capito da un po’, mi piace un sacco. Non scrivo solo cose noiose come queste tranquillo, ho anche pubblicato un ebook di racconti brevi. Finita la lettura qui, puoi dargli un’occhiata cliccando QUI.

Gestire il blog aziendale di una società non è una cosa semplice.

Innanzitutto devi documentarti in merito al settore per il quale andrai a scrivere. Quindi, alla base di tutto, c’è lo studio; spesso è divertente, altre volte è noioso. Io sono una persona molto curiosa, quindi anche se il settore non è più di tanto coinvolgente, tendo a notare il lato positivo della situazione: sto imparando qualcosa di nuovo.

Alla cultura generale non fa male e amplia la mente verso nuove prospettive. Poi, può capitare che la conoscenza acquisita verso un settore, torni utile verso un altro, come per eventuali esempi pratici, o citazioni.

Ma anche qui il lavoro non è semplice, non ci si limita a “studiare e scrivere” due righe.

– Si studia il brand del cliente;
– Si monitorano e analizzano tutti i dati del cliente;
Si struttura un calendario editoriale;
– Bisogna individuare gli argomenti da trattare;
– Preparare articoli, rivedere bozze, correggere e pubblicare;
– Fare una ricerca delle parole chiave utilizzate dagli utenti per capire quali argomenti trattare e come;
– Monitorare l’andamento del blog;

Quindi ti assicuro che non è per niente semplice e non centra NULLA con la programmazione in C++, html o css.

E NO, non sono neanche quello che cambia la ram o rimuove i Virus dal tuo computer.

Infine sono un consulente e formatore

Proprio dal 27 di Gennaio terrò, anche presso l’Istituto Gamma di Milano, dei corsi per il corretto utilizzo di LinkedIn, e per la creazione e gestione di Blog Azienali.

Bellissimo ma vi assicuro che non è semplice preparare il materiale formativo, trovare location, organizzare e gestire l’evento, capire come parlare ai corsisti e spiegare in modo chiaro e semplice concetti che per me sono basilari come lavarsi il viso al mattino, mentre per loro sono dinamiche complesse e articolate.

Quindi ora hai capito che lavoro faccio?

Ciao!