Integrare Facebook con altri media

La mia pagina fan può soppiantare gli altri media?

Solitamente si usa dire che “chi fa da se fa per tre” ma purtroppo, questo caro vecchio detto popolare, non è sempre vero, sopratutto se si parla di Social Media Marketing.

La stragrande maggioranza delle aziende che ha scelto di utilizzare Facebook per il proprio piano di Marketing non ha cambiato il modo di fare business; ha solo integrato questo nuovo social network alle proprie strategie già esistenti e più volte collaudate.

I social network hanno dato alle aziende nuove modalità d’interazione con gli utenti, cercando così di aumentare il proprio business, ma molte non si sono rese conto che hanno un ulteriore canale di comunicazione da gestire per far si che siano presi in considerazione dagli utenti.

Pochi capiscono che la gestione dei profili aziendali sui social network richiede risorse come tempo e denaro.

Coinvolgere il pubblico, fidelizzarlo, farlo interagire con i propri post richiede un grossissimo lavoro che, sempre più spesso, viene sottovalutato perché si vede solo il lato “gratuito” del social network, senza poi pensare al lavoro vero e proprio che sta dietro a questo mondo.

Facebook, come tutti gli altri social network, da a chiunque la possibilità di aprire un proprio profilo, privato o aziendale, in modo gratuito ma ciò non significa che tutto quello che è gratis, sia per noi necessario, o semplice da usare.

Come ho detto altre volte, non tutti i social network sono utili per promuovere la propria attività; quello che può essere utile per un’azienda può essere totalmente inutile per un’altra.

Quindi togliamoci dalla testa il concetto di gratuità, primo per evitare di continuare a sbagliare approccio in rete con gli strumenti sbagliati, secondo perché aprire una pagina fan o profilo Instagram, è gratuito, ma la gestione mirata dei loro contenuti non lo è per niente.

Nell’ultimo decennio, le grosse aziende, hanno iniziato a spostare i budget dedicati al marketing. Prima investivano solo su Tv, Radio e carta stampata, ora parte degli investimenti vengono destinati anche a Google e social network.

Le piccole e medie imprese sono più ostiche a questo genere d’investimenti, sopratutto verso Facebook, tanto che alcune decidono di non utilizzarlo e altre di fare tutto in modalità fai da te ma, non avendo le dovute competenze, finiscono per abbandonare la piattaforma dopo pochissimo tempo.

Le grandi aziende hanno investito su reparti marketing dedicati alla comunicazione online che lavorano in completa sinergia con altri reparti che si occupano di comunicazione via Tv, Radio e Stampa.

I social media non hanno stravolto il mondo del marketing, lo hanno reso semplicemente più veloce e raggiungibile da più, e nuovi, utenti. Un buon utilizzo permette all’azienda che ne fa uso, di fare arrivare il proprio messaggio ai propri follower prima degli altri.

Le fan page, ad esempio, possono essere aggiornate e modificate in tempo reale, cosa che non si può fare con tutto ciò che andrà in stampa. Tutto quello che viene stampato, è definitivo, quello che pubblichiamo sui social media no.

Questo naturalmente non ci esime dal controllare e ricontrollare tutti contenuti che andremo a pubblicare, però un’eventuale variazione potremo gestirla in modo più dinamico anche dopo la pubblicazione, cosa che con la stampa questo non potrà mai accadere.

Come fare interagire social media e stampa?

Un magazine potrebbe utilizzare alcune foto per la stampa e altre per pubblicarle come anteprima, qualche giorno antecedente all’uscita della rivista, sotto forma di post sulla propria pagina fan. Questo per suscitare maggiore interesse verso i contenuti che saranno pubblicati nella versione cartacea e aumentarne le vendite.

Con una pagina fan si possono pubblicare contenuti esclusivi nonostante la copia del magazine sia già andata in stampa, come eventuali aggiornamenti immediati.

Sulla rivista si potrebbero anche pubblicare dei QR code, cioè dei codici a barre bidimensionali, che una volta scansionati con il proprio smartphone, andranno ad aprire una landing page che potrebbe presentare un’eventuale contest dove, per partecipare, bisogna interagire con la pagina fan della rivista stessa, creando così delle vere e proprie call to action.

Per rendere possibile questo, copywriter e art director dovranno assicurarsi che la comunicazione cartacea, e la gestione social media, siano curate in ogni minimo dettaglio; questo per evitare che l’utente sia invogliato dalla rivista a visitare la pagina social per poi però trovarla completamente trascurata.

Prima dell’avvento dei social media, chi si occupava di Ufficio Stampa nelle aziende, controllava e ritagliava gli articoli dai quotidiani, e altre riviste, per controllare chi parlava della società e, una volta completata la raccolta mensile, la portava dal proprio responsabile per fargli vedere i risultati della campagna i stampa.

Oggi tutto ciò non si fa più, in quanto questi dati vengono misurati in brevissimo tempo grazie alle Insight e altri strumenti di monitoraggio del traffico.

Anche i mass media come Televisione e Radio sono stati rivoluzionati dal Web; basta pensare che fino a qualche anno fa era impensabile poter interagire in tempo reale col proprio pubblico, cosa che ora vediamo fattibile in programmi come X-Factor, Master Chef, Amici o il Festival di Sanremo.

Insomma, i nuovi media non devono prendere il posto dei vecchi ma devono cooperare per fare in modo che il messaggio comunicativo di entrambi amplifichi quanto più possibile la voce della propria azienda.

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