Intervista a Mirko Saini di LinkedInCaffé

Oggi ho il piacere di avere come ospite Mirko Saini, anche lui caro amico, bresciano e specialista del mondo LinkedIn.

1 – Ciao Mirko e grazie mille per il tuo tempo e disponibilità. Io ti conosco ma alcuni dei miei lettori no, quindi inizierei con: Chi è Mirko Saini e cos’è LinkedInCaffè?

Ciao Oreste, innanzitutto ti ringrazio per avermi voluto come ospite sul tuo blog. Chi sono? Nella mia bio informale ripeto sempre che sono sposato con Anna, padre di 4 figli. Runner e Triathleta con il Rugby nelle articolazioni (fidati! Quest’ultimo non è un dettaglio da poco, ahimè). Quanto a ciò che sono e faccio professionalmente, beh li le cose sono più semplici da raccontare: aiuto le aziende, e i professionisti, a capirci qualcosa di LinkedIn per permettergli di utilizzarlo nel loro lavoro.
Quanto a LinkedInCaffè è semplicemente il mio blog (inutile spiegare che tipo di contenuti vi si possano trovare)

2 – Quant’è utile, per gli utenti, un profilo LinkedIn ben strutturato?

Hai mai provato a fare una ricerca in Google inserendo il tuo Nome+Cognome? Hai notato che cosa Google restituisce tra i primi due risultati (se non addirittura il primo)?. Il proprio profilo LinkedIn. E ti faccio una domanda quindi: secondo te una persona (in target) che sente parlare di te da un collega o amico e arrivando a casa cerca info professionali sul tuo conto (tuo come quello di chiunque) e trovando il tuo profilo LinkedIn, sei certo che quel che troverà ti rappresenta ed è sufficiente per fargli dire “Ok, mi ha convinto. È la persona che fa per me. Lo chiamo”?
Ecco. A questo serve un profilo LinkedIn in primis: a far comprendere ciò che noi possiamo fare per il nostro cliente.

3 – Pagine LinkedIn aziendali, servono? Creano davvero interazione con gli utenti?

Le pagine Aziendali servono se la tua azienda è strutturata. Certo non servono al freelance o allo studio associato fatto per esempio da 3 o 4 soci. Le Company Page comunque se non inserite in un piano strategico che contempli l’interazione e l’utilizzo dei profili personali è complicato (o costoso) che possa poi portare risultati.

4 – In questi mesi abbiamo visto delle modifiche molto sostanziali nell’interfaccia LinkedIn. Cosa ne pensi, meglio prima o adesso? Che modifiche particolari ci sono state?

Secondo me molto meglio adesso se non forse per alcuni dettagli legati alla sezione degli insights. Sezione che comunque sono certo, anche in funzione di alcune anticipazioni rilasciate da LinkedIn stessa, sarà notevolmente ampliata. Modifiche particolari? Quanto tempo ho a disposizione per elencarle tutte? Diciamo per sintesi che è stata una vera rivoluzione e non solo grafica.

5 – Finalmente anche noi italiani possiamo usufruire di LinkedIn Pulse, il blog della piattaforma. In molti si stanno avvicinando ai blog ma, secondo te, quanto può essere utile per un utente, o un’azienda, avere un blog su LinkedIn? Anche Facebook, appena nato, aveva le “note” che potevano essere utilizzate come proprio blog ma sono finite per sparire.

Eh no! 😉 Non sono esattamente la stessa cosa delle note di Facebook. E in realtà anche prima era possibile per noi italiani avere gli Articles di Pulse. Bastava switchare all’inglese ;). Quanto all’utilità ti dico che io le utilizzo da oltre tre anni. Ho più di 100 post scritti in Pulse e ti confesso che sono stati un grande aiuto alla mia strategia nonché fautori di gran parte della mia visibilità. Non sono un’alternativa al blog. Sono un’arma da affiancare al blog. Arma/strumento che ti permette di distribuire i tuoi contenuti in un ambiente come quello di LinkedIn senza per forza portare l’utente LinkedIn fuori da social. Sembra una banalità ma far consumare i contenuti dove e come il lettore preferisce è fondamentale fino a che la tua reputazione, il tuo capitale sociale non è abbastanza forte da poterlo indurre a seguirti sul tuo blog. Molti questo non lo comprendono e affrettano il processo.

6 – Si sente ancora parlare di Influencer; credi che ce li ritroveremo anche su LinkedIn? Sempre che non ci siano già…!

Ci sono e ci saranno sempre qui in Linkedin come altrove. Fa parte della natura umana fidarsi di alcune persone per prendere le proprie decisioni. Siamo animali sociali che preferiscono organizzarsi in branco con una chiara organizzazione dei ruoli. Siamo biologicamente fatti per questo e non c’è nulla di male. Male invece è autodefinirsi influencers (soprattutto nelle bio) 😀

7 – Sempre più spesso le agenzie di recruiters cercano i propri candidati in rete. Credi che in un prossimo futuro possano sparire i classici CV ed essere sostituiti dalle competenze mostrate sui propri profili social?

Per come conosco gli HR ti dico che è già un bel po’ che i candidati vengono selezionati in rete. E per acquisire tutte le informazioni necessarie a scegliere ti dico che non si limitano a LinkedIn. Il CV rimarrà. Avrà solo un ruolo diverso. Non per venir scelti ma come documento che raccoglie in sintesi ciò che si è trovato in rete.

8 – Eccoci alla fine. Ti va di darci qualche pratico consiglio per migliorare i nostri profili LinkedIn?

Te ne do due: smetteterla di essere autoreferenziali parlando di noi e cominciate a ragionare in termini di Valore Offerto abbandonando il modello che prevede il descrivere il proprio servizio o prodotto. Al nostro cliente non importa nulla di noi finché non cominciamo a parlare di lui, dei suoi problemi e col suo linguaggio.

Ancora grazie mille per la tua disponibilità!

Se vuoi puoi seguire Mirko Saini sul suo blog, Facebook o, naturalmente, LinkedIn!