Intervista a Silvia Pinna di Super Freelancer

L’intervista di oggi vede protagonista Silvia Pinna, amica e Graphic Designer di Milano.

1 – Ciao Silvia e grazie mille per il tuo tempo e la tua disponibilità. Io ti conosco ma alcuni dei miei lettori no, quindi inizierei con: Chi è Silvia Pinna e cos’è Super Freelancer?

Ciao Oreste e grazie per questa tua intervista ☺.

Silvia Pinna chi è? Bella domanda.

Una persona che sta crescendo come libera professionista e imprenditrice nell’ambito della comunicazione visiva.

Lavoro da diversi anni come Graphic Designer ma la mia vita è veramente cambiata quando ho deciso di lavorare come libera professionista; da lì ho deciso di buttarmi sul mercato dei freelance e ho intrapreso un percorso di crescita sia professionale che personale.

Superfreelancer.it è il frutto di questa crescita: è un corso dedicato ai designer che vogliono far decollare la loro carriera da freelance. 

È un corso che ho realizzato con Lorenzo Miglietta di Grafigata, una persona che stimo tantissimo a livello umano e lavorativo.

Voglio circondarmi solo di persone così: persone che credono in quello chef anno e lo fanno con etica.

Sviolinata finita ahahahah ma è quello che penso! In breve abbiamo semplicemente messo nero su bianco le nostre esperienze mettendole a disposizione di chi vuole crescere e mettere in pratica quello che abbiamo fatto noi.

Come supporto ai corsisti abbiamo creato anche un gruppo segreto su facebook per seguire le persone nel loro percorso e dare informazioni utili per affrontare al meglio la vita del designer freelance: raccontiamo come acquisire clienti online, come cambiare focus mentale prima di buttarsi a capofitto nel lavoro, come trovare clienti, come scrivere un preventivo, come concludere le trattative e tocchiamo anche aspetti di contabilità appoggiati da Giampiero Teresi.

2 – Sei specializzata in persuasione visiva. Ti va di spiegarci cos’è?

Persuasivione visiva… vediamo. Facciamo un passo indietro.

Tutti bene, o male, sappiamo che “anche l’occhio vuole la sua parte”, è un modo di dire che conosciamo tutti. Le immagini, infatti, comunicano molto più velocemente delle parole e riescono a instaurare un legame profondo con chi le vede.

E questo accade continuamente: al bar, su facebook, in un negozio, in aula o in ufficio.

Le immagini sono l’arma principale che abbiamo per farci comprendere. Se non riusciamo a comunicare questo non può accadere. Ma se riusciamo a comunicare bene il messaggio, non solo verrà recepito ma verrà anche preso in considerazione e influenzerà i nostri processi decisionali favorendo l’acquisto.

Da circa 20 anni, in America, si studia come la scienza delle immagini influenzi il processo decisionale. Quindi la persuasione visiva è un concetto ancora più profondo: perché è basata sulla scienza che influenza il processo decisionale di persone, governi e imprese.

Spero di averti risposto… Se vogliamo dirlo in maniera semplice: persuasione visiva significa aggiungere quel qualcosa in più che rende un messaggio più desiderabile, seducente agli occhi di un potenziale cliente ☺

3 – Io ti ho conosciuta come “la Designer che sta su Snapchat”. Come ti aiutato a crescere il fantasmino?

Ahahahaha è vero e non sei l’unico! Molte persone mi riconoscono per “la designer di Snapchat”.

In effetti devo ringraziare Snapchat, al di là, del lavoro perché ho conosciuto delle persone straordinarie in linea con la mia mentalità e modo di affrontare la vita.

Questo come prima cosa poi, con snapchat, son cresciuta molto perché ho iniziato a prendere confidenza con la videocamera, cosa che fino allora era taboo e ho iniziato a comunicare in modo molto più diretto rispetto a quanto facessi su Facebook.

Ho colto la palla al balzo per uscire dalla zona di confort e mettermi in gioco iniziando a fare video raccontando la mia giornata lavorativa e mostrando le mie attività quotidiane, i miei progetti e lavori.

Siamo persone, oltre al lavoro, e a tutti interessa chi sei più del “che cosa fai” e Snapchat integra meglio di qualunque atro questi due aspetti.

A luglio 2016 è uscita una mia intervista sul corriere della sera e ne ho tratto spunto per scrivere questo articolo su come sfruttare snapchat in ambito lavorativo. Potete leggerla qui!

4 – Quali sono i punti chiave per la progettazione di un logo efficace?

Questa è una domanda che mi fanno spesso ma il punto è un altro. Non è tanto il logo che conta.

Il logo è una parte essenziale ma fa parte di un piano più ampio che è detta: strategia di branding. Un logo può essere bello, brutto, funzionale o meno ma se non esiste una strategia che ti fa innamorare del marchio puoi farti fare il logo dal designer più figo in circolazione che puoi anche buttarlo il giorno dopo.

Detto questo, quando si progetta un logo (che fa parte di un piano di comunicazione molto più ampio) bisogna tenere in considerazione almeno 4 aspetti:

Creare una mappa mentale
: attraverso una mappa possiamo capire le parole chiave che il logo deve incarnare e indirizzarci verso ricerche che identifichino queste parole chiave e le traducano in elementi, colori, emozioni.

Concentrarsi sulla semplicità
: non depistiamo chi guarda il logo con font illeggibili o migliaia di elementi presenti. Pochi elementi essenziali.

Pensare agli utilizzi del logo
: per che cosa ti serve un logo? Per un sito, un biglietto da visita o un’app? A seconda degli usi progettiamo un logo che sia idoneo a quell’utilizzo e utilizzabile su altri supporti in maniera diversa ma comunque in linea. È molto diverso progettare un logo per un’app da uno che verrà stampato su un cartellone pubblicitario.

Pensare a un design senza tempo
: progettare un logo svincolato dalle mode del momento che debba comunque avere un look moderno e debba incarnare la nostra azienda.

Facile no? 😉

5 – Quant’è importante, per l’identità aziendale , il proprio logo?

È fondamentale perché come ti dicevo prima, il logo, è un piccolo tassello che fa parte di come il tuo brand viene percepito all’esterno.

Non basta un logo ben progettato per comunicare la forza del nostro marchio ma devono seguire delle operazioni ben precise per farlo.

Pensiamo forse che la Nike sia diventata Nike perché ha un logo semplice e super immediato? Il logo della Nike è diventato il baffo più conosciuto al mondo; questo perché è stata associata una strategia di branding mirata a creare un immaginario sul mondo Nike.

Quando pensiamo ai grandi marchi, oltre ai loro loghi, abbiamo un’immagine in mente ben chiara e definita del chi sono.

È questo che bisogna comunicare: i valori del marchio. E questi si comunicano attraverso il logo, primo step fondamentale di una efficace strategia di comunicazione.

6 – Come vedi il mondo del Graphic Design nei prossimi anni?

Il cambiamento al quale siamo assistendo è sicuramente l’ondata video che dal punto visivo ci porteranno a un utilizzo sempre crescente di Cinemagraphs e animazioni in parallax.

Le Cinemagraphs non sono le gif solite che vediamo sui sito. Ma immagini fotografiche fisse con un elemento in movimento, Pensa a quante cose possiamo sottolineare con un immagine del genere. Questa tecnica rende una semplice foto più realistica portando alla vita.

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Nei siti web sfrutteremo l’animazione nello scrolling e quindi nel parallax. Quest’idea visiva aggiunge un elemento unico a qualsiasi sito web.

Un altro prepotente ingresso lo sta facendo la “realtà aumentata”, che crescerà a dismisura nei prossimi anni. Questo influenzerà noi designer focalizzando le nostre attenzioni verso il 3D.

7 – Eccoci alla fine. Ti va di darci qualche pratico consiglio per migliorare graficamente i nostri portali Web?

Certo, volentieri! ☺

Ti dico quello che penso pensando un po’ ai siti/blog aziendali più comuni – fatti in casa. Quello che si può iniziare a fare sui nostri siti web, anche per anticipare le tendenze è quello di aumentare la dimensione dei font.

I font si stanno facendo via via sempre più grandi. Si punterà sulla grandezza tipografica per visualizzare concetti e definirne l’importanza gerarchica. Io opto per scegliere un font (per gli articoli di un blog) da 18px sul mobile e ridurlo per a visualizzazione su tablet e smartphone (di solito riduco la dimensione sotto i 768px).

Sfrutterei l’header in home per definirire subito chi siamo e cosa facciamo. Troppo spesso sono riempite da una delle tante immagini da stock. Invece possiamo sfruttare questa pagina molto importante perché è la prima ad essere vista per comunicare chi siamo: attraverso un video, o un testo, che identifica chi siamo. Nel caso fosse un testo userei caratteri molto grandi per definire la tua vision, chi sei e cosa fai.

E poi come terza cosa visto che stiamo assistendo al passaggio dal flat design (stile minimal piatto) al semi flat design, sceglierei uno stile per le nostre icone e box, che non hanno più un colore piatto ma che sposando comunque uno stile minimal sono caratterizzate da sfumature e ombre.

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Grazie Oreste per questa intervista, sei un amico ma anche un grande professionista. In bocca al lupo a tutti! ☺

Silvietta, ancora grazie mille per la tua disponibilità e per i tuoi consigli nel mondo del Graphic Design!

Se vuoi puoi seguire Silvia su Facebook, LinkedIn, o puoi vedere i suoi lavori su behance!

Ciao!