LinkedIn: non è un Social per vecchi

Non sai usare LinkedIn? Fossi in te mi preoccuperei più di tanto…

(semi-cit. Anton Chigurh) – dal Film “Non è un paese per vecchi

I social network spopolano e così anche i loro utilizzatori. Il problema è che non tutti capiscono come utilizzarli. Se su Facebook siamo abituali ad avere le bacheche invase da foto glitterate che offrono, assieme ai buongiorno più strabilianti, caffé virtuali, su LinkedIn lo siamo un po’ meno.

Quello che mi lascia costantemente basito è chi pubblica questo tipo di contenuti: la maggior parte di utenti con età superiore ai 40 anni.

Premesso che ognuno, del proprio profilo social, fa quello che vuole, e premesso anche che ognuno di noi è libero di rimuovere il contatto con i profili indesiderati, voglio spiegarti come evitare di non bruciarti la reputazione anche su LinkedIn, uno dei pochi social network che offrono concrete opportunità lavorative.

Come purtroppo la società non tollera infermieri con tatuaggi in mostra, assicuratori con piercing alle labbra, o banchieri con la cresta, dovremmo renderci conto che su una piattaforma come LinkedIn, non dovrebbero esserci Buongiornissimo, KaféèèEeeeé! e foto che riportano le citazioni di Charles Bukowski.

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Se su Facebook, Twitter o Instagram possiamo permetterci di pubblicare la spazzatura mediatica che più ci piace, su un social network, come LinkedIn, che ci da la possibilità di proporci ad aziende per trovare un nuovo impiego, o nuovi clienti, dovremmo tassativamente evitarlo.

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Aziende e clienti, oggi, non guardano solo il tuo Curriculum Vitae, ma guardano anche la tua reputazione online e tutti i Responsabili delle Risorse Umane, ma anche aziende che cercano dei liberi professionisti, la prima piattaforma che vanno a consultare è proprio LinkedIn.

il 64% del recruiting viene fatto proprio in rete, dove il 23% avviene proprio attraverso i social network e indovina qual’è la piattaforma utilizzata per il 42%?

LINKEDIN!

Non ci credi?

Prova a dare un occhio a questa infografica di Adecco dove mostra il futuro del lavoro tra: Social Recruiting, Digital Reputation e Smartworking.

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Lo studio è stato pubblicato lo scorso Ottobre 2015 e i Recruiter, coinvolti nello studio, prevedono un incremento della loro attività online intorno al 71% entro la fine di quest’anno. Prova a immaginare per il 2017.

Il contatto attraverso LinkedIn serve anche per avere conferma dei curriculum e, sopratutto, per verificare che competenze e aziende citate sul CV siano reali. Oggi, le aziende, non hanno tempo da perde e si dedicano solo alle figure che trovano davvero interessanti e la prima scrematura viene fatta proprio online.

Quindi cerca di non rovinarti la reputazione online pubblicando status con le K al posto dei CH ed evita di pubblicare contenuti di cui un adolescente potrebbe vergognarsi.

Se vuoi puoi visionare il mio profilo LinkedIn.

E tu, hai amici in cerca di Kafféèè!1”! ? Scrivilo nei commenti.

Ciao!