Social e Dopamina: dipendenze virtuali

Dopamina e Social Network: la chimica della felicità

Può davvero un Social Network condizionare il nostro umore o crearci una dipendenza? Beh, la risposta è SI.

Potrà sembrarti strano e, probabilmente, non ci crederai e mi prenderai per pazzo ma i Social Network creano dipendenza e condizionano giornalmente il nostro umore.

Quando parlo di Social non mi riferisco solamente a Facebook, Twitter o Instagram ma anche ai sistemi di messaggistica come Whatsapp, Telegram o anche solo ai classici SMS.

Facciamo qualche piccolo passo indietro e torniamo alla nostra infanzia.

La prima “trasgressione” che abbiamo da piccoli è il poter bere Coca-Cola; così carica di zuccheri che i nostri genitori ci permettevano di berla sporadicamente e in piccole dosi. Una volta scoperta, naturalmente, continuavamo a richiederla e non potevamo farne più a meno.

Bere Cola, rappresentava un nuovo traguardo di “piacere” nella nostra mente. Il nostro cervello, quando riceve input positivi, di gioia, e piacere, rilascia Dopamina.

Questo neurotrasmettitore, assieme a noradrenalina, serotonina ed endorfine hanno la capacità di stimolare, o azzerare, le nostre emozioni, andando così a regolare i nostri stati d’animo.

Ecco perché non si vedeva l’ora di poterla bere nuovamente.

Tutte le patologie che vedono protagoniste delle dipendenze, come da droghe o alcool, hanno come denominatore comune un extra stimolazione di questi neurotrasmettitori, proprio per avere una regolazione dei propri stati d’animo.

Gli alcolisti trovano nell’alcool “piacere e benessere”, apparente, ed è proprio questa la causa della loro dipendenza. La loro mente collega lo stato piacevole all’alcool, perché in quel momento ha dato loro un effetto benefico momentaneo tale da produrre dopamina.

Al nostro corpo piace stare bene, quindi vuole produrla e per riuscire nel suo intento, va a ricordarci le situazioni con “senso di benessere” dove è stata prodotta. Nel caso degli alcolisti,quindi, va a ricordargli un drink, ecco la base della loro dipendenza.

Ricordiamoci anche che senza dopamina, e gli altri neurotrasmettitori, saremmo totalmente apatici. Quindi ci serve, e tanto direi! Dobbiamo però dosarla nel modo giusto, senza veicolarla negli usi sbagliati.

Scusa se mi sono dilungato ma volevo fare un bel quadro chiaro di cosa sia, e a cosa serva, questo neurotrasmettitore.

Ma cosa c’entra con i Social?

Ti sei mai chiesto come mai costantemente guardi il tuo smartphone?

Probabilmente perché aspetti un messaggio da una persona per te importante, oppure controlli quanti cuoricini ha ricevuto la tua foto su Instagram, o magari stai controllando quanti retweet ha ottenuto il tuo ultimo post, oppure stai solo monitorando quante persone commentano il tuo status su Facebook.

Un esempio di condizionamento da parte dei Social possiamo notarlo quando sono state introdotte le “spunte blu” in Whatsapp.

“Ha visualizzato e non risponde” – oppure – “È online e non legge il mio messaggio!”

E via così a continuare a controllare l’applicazione per vedere se il messaggio è stato letto, a che ora, e a chiederci perché “ha visualizzato e non risponde” o “perché non visualizza se è online”.

Ho visto riunioni dove gli invitati, prima di iniziare il meeting, non interagivano tra loro ma continuavano a scorrere, testa china sul proprio smartphone, le home page dei loro social network, posta elettronica o utilizzavano senza sosta i servizi di messaggistica; alcuni, addirittura anche durante la riunione.

Molte volte questo capita anche durante pranzi, cene o uscite con gli amici. La foto al drink o alla portata del ristorante, la condivisione online e il controllo delle reazioni dei nostri follower. Se rispondono in modo positivo siamo contenti, perché “piacciamo”.

La ricerca di approvazione attraverso la nostra rete, l’apprezzamento verso qualcosa che abbiamo condiviso, attraverso i Social, genera dopamina e quindi ci rende più allegri e gioiosi; ecco perché siamo perennemente incollati al nostro smartphone.

Cerchiamo consensi e apprezzamenti, insomma vogliamo piacere agli altri!

Ma attenzione, perché così ci stiamo drogando di Social Network.

I Social vanno utilizzati per avvicinare agli utenti non per aumentare le distanze isolandoci in un mondo virtuale.

Dobbiamo aumentare la rete di contatti sul Web ma dobbiamo necessariamente aumentare in modo proporzionale anche i rapporti umani.

Alla base, delle nostre attività, ci saranno sempre delle persone con le quali dovremmo interagire e interfacciarci. Se mancano i rapporti tra persone, allora non venderemo mai nulla dei nostri prodotti o servizi.

Una buona comunicazione online non è sempre l’unica soluzione per aumentare i propri clienti, servono anche i rapporti sociali, l’attenzione reale verso il potenziale cliente.

Ti ricordo, che prima dello sbarco dei Social, i piccoli traguardi della vita quotidiana come la chiamata della propria fidanzata, la prima parola di nostro figlio, la vittoria della propria squadra del cuore e tutte le piccole attenzioni umane hanno sempre generato dopamina.

Droghiamoci di queste, piuttosto che di Social.

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Ciao!